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KATHERINE MOENNIG Foto della settimana

Katherine Moennig
figlia di una ballerina di Broadway e di un violinista William Moennig,nata a Philadelfia.
Kate è la nipote dell'attrice Blythe Danner e cugina della vincitrice di Oscar Gwyneth Paltrow.
Kate si trasferì in New York City all'età di 18 anni per studiare all'Accademia americana di Arti Drammatiche.
Qui cominciò la sua carriera come modella prendendo anche parte a rappresentazioni.
Nel 1999 ottenne la parte principale nel video degli Our Lady Peace (N.d.r. gruppo alternative rock canadese) nella canzone "Is anybody home?")
Ha recitato nella serie Young American
Kate ha avuto molte parti di personaggi lesbici o transessuali.
Partecipò all'audizione per la parte di Brandon Teena in
Boys don't cry - che fu assegnata all' attrice Hillary Swank.
Recitò inoltre la parte di un transessuale prima di essere operato nello sceneggiato televisivo Law and Order nella puntata Special Victims Units.
Fin dal 2004 Kate ha recitato nel telefilm The L word interpretando uno dei personaggi principali.
Il suo ruolo è quello di Shane McCutcheon, una parrucchiera che passa da una relazione con una donna ad un altra.
Il 12 aprile, 2006, Kate ha fatto il suo esordio a Brodway recitando in Guardians, di Pietro Morris.
Kate ha ricevuto inoltre un ruolo minore nel film uscito nel 2006, Art School Confidential
Biografia tradotta per l'italian Forum di Kate da Rei Asaka.
Le fondatrici Kiss paradise, Rei Asaka,SkAtErOcK vi danno il benvenuto
nel primo forum Italiano dedicato a Katherine Moennig.
kat kat
Katherine Moennig in Three Rivers
 
Katherine Moennig

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What about Harvey Cox?, siccome non è su shane, non abbiate problemi a spostarla.
view post Posted on 2/11/2009, 12:22Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 6/12/2009, 16:24


Ciao :)
Questa è la mia prima fan fic seria. :)

Cap 1.
Guardò la sua immagine riflessa, notando con rammarico quel taglio di capelli fin troppo corto.
Patrick l'aveva avvisata: un cambiamento troppo evidente non avrebbe di certo contribuito a promuovere il suo voto all' insegna dell'anonimato.
Si portò la mano sinistra nei capelli, e con un gesto poco accorto lì scompigliò; dopodiché, invano, tentò di infliggergli una forma che, per lo meno, fosse apparentemente presentabile.
Aprì lo sportello del mobiletto posizionato accanto allo specchio, ne estrasse lo spazzolino e un tubetto di dentifricio accartocciato su se stesso.
Velocemente spremette fuori dal tubetto il poco dentifricio che era rimasto all'interno, adagiandolo sulle setole rovinate dello spazzolino.
Contò mentalmente i soldi che doveva restituire, ormai da più di un mese, a Vincent; ammontavano a 349 euro e 84 centesimi, approssimativamente a 350 euro.
Calcolò una penale di 50 euro per il mancato pagamento,e drasticamente arrivo alla conclusione che 400 euro non li avrebbe reperiti in un modo poi così onesto.
Finì di lavarsi i denti e appoggiò lo spazzolino sul bordo del lavandino incrostato di ca calcare, non badando alla riduttiva igenicità del gesto.
Uscì dal bagno, per poi attraversare il salotto abitato solo dai panni sporchi che sua nonna aveva dimenticato, da circa una settimana, di portare in lavanderia.
Scarabocchiò sul retro di uno scontrino la propria destinazione ( per non far allarmare la nonna), per poi appoggiarlo sotto un bicchiere. Riempi questo con del latte intero proveniente da un brick di plastica preso dal vecchio frigo.
Infilò la chiave nella toppa e sblocco i giri fatti la notte precedente, per poi uscire dall'abitazione e chiudersi la porta alle spalle.
Al ricordo di quel tanfo ricorrente di legno marcio, che aleggiava nel proprio palazzo, chiuse il naso e di fretta scese gli scalini rovinati.
Giunta di fronte al portone d'uscita lo apri e al di fuori di quelle mura si concesse un respiro liberatorio con tanto di sospiro finale.
Harvey abitava in periferia, a 15 minuti dalla città a piedi, altrimenti con una qualsiasi altro mezzo di trasporto una manciata di minuti.
Quelli di periferia avevano ben pochi rapporti con i cittadini veri e propri, anche perché l'entusiasmo di quest'ultimi nell'allacciare rapporti con questi presunti delinquenti era notevolmente scarso.
L'unico, e sottolineo L'unico, punto di contatto Obbligatorio era LA SCUOLA.
Sentì suonare un clacson e successivamente vide avvicinarsi un autobus giallo addobbato con un gran numero di graffiti, tra i quali spiccavano i capolavori di suo cugino Marcus.
Si avvicinò con una leggera corsa ed aspetto che le porte si aprissero, dopodiché si sistemo la bretella consumata dello zaino su la spalla destra e salì i tre scalini metallici.
Salutò con una cenno della mano l'autista, che ricambiò con un sorriso svogliato mantenendo una mano sul volante e facendo richiudere le porte del veicolo.
Barcollò appena quando l'autobus partì, per poi continuare spedita, sotto gl'occhi guardinghi dei presenti, fino al fondo dell'autobus. Lì c'erano i sedili ormai da tempo di loro proprietà, a cui nessun altro osava accedere.
Si sedette accanto a Patrick che ogni mattina gli teneva il posto.
Lo saluto con uno schiaffo alla mano e con un pugno contro pugno, detto comunemente "fisso", dopodiché sbuffò annoiata.
- Brutto risveglio?! - Gli chiese mentre con un coltellino levava la pelle da bracciolo del sedile.
- Come sempre...- rispose lei guardando fuori dal finestrino.
Rimasero in silenzio ognuno assorto nei propri pensieri, fino a quando Patrick non si volto serio verso Harvey.
- Ho incontrato Vincent...- le bisbigliò in un orecchio.
- Cazzo...- invei lei stringendo i denti.
- Mi ha detto che rivuole i soldi...- disse con tono sommesso passandosi un dito sotto il naso.
Harvey aspettò qualche secondo per rispondere, sebbene avesse già tratto le sue conclusioni quella mattina.
- Patrick, io i soldi non ce li ho...!- gli rispose con aggressività alzando il busto dallo schienale.
Passò accanto a loro un ragazzo che teneva sottobraccio una tavola da skate rovinata, aveva i capelli ricci e castani intrappolati in un capellino da rapper; era Mattias.
Quando lo videro si zittirono e poi lo salutarono facendo finta di nulla.
- Chissà perché lo sospettavo.- affermò Patrick sarcastico una volta che il ragazzo si fu seduto in un sedile nel lato opposto al loro.
Harvey con violenza riattaccò la schiena alla sedile.
- Sono nella merda.- constatò con evidente preoccupazione.
- Non voglio dover far nulla per Vincent, mi piacciono ben poco le cose che fanno con i suoi amici...- continuò.
- Dai...- sminuì le sue parole Patrick.
- Lo sai benissimo anche tu, che non è solo un affare di droga.- disse lei abbassando la voce.
- A che cosa alludi?! - le rimandò Patrick con lo stesso tono.
- Ti ricordi la ragazza trovata nel fiume? Beh, ti dico solo che ho visto Vincent e gl'altri nei paraggi qualche ora prima che Betty Butler trovasse il cadavere.- sussurrò lei guardandosi intorno circospetta.
Patrick stette in silenzio.
- Comunque lo sanno tutti che Vincent è un criminale a livelli ben più altri dei nostri.- aggiunse Harvey.
L'autobus proprio in quel momento si fermò di fronte alla scuola.
Quando l'autista aprì le porte i ragazzi dei primi posti iniziarono a scendere, e così tra spintoni e imprecazioni di chi doveva ancora copiare i compiti dal secchione di turno il veicolo rimase vuoto e l'autista potè ripartire.
Harvey e Patrick seguiti da Mattias sullo skate raggiunsero i loro compagni che stavano loscamente seduti sulle gradinate della scuola.
Patrick schiacciò un fisso a Gary Marshall, un ragazzo biondino con gl'occhi di ghiaccio e il sopracciglio tagliato, per poi fare lo stesso gesto con Bradford Parker che tutti chiamavano Brad, alto con occhi scuri e capelli neri rasati a pelle.
Harvey imitò i gesti dell'amico, per poi continuare con il resto del gruppo.
Diede due baci sulla guancia ad una ragazzina disinibita dalla pelle scura, con gli occhi grandi ramati e i capelli castano-rossicci che si chiamava Chanel Harris.
Salutò Liam Barnes, un ragazzo dai capelli scuri legati in una coda che sedeva accanto alla ragazza.
Fece per sedersi quando la sua attenzione venne catturata dal professore di matematica del corso avanzato.
- Gente, devo fare una cosa, vi raggiungo dopo. - saluto i ragazzi che erano seduti sulle scalinate con evidente fretta.
- ...Come se non avesse niente a cui pensare!- disse con ironia Patrick quando Harvey si fu allontanata.
- Perchè? Che è successo?! - chiese perplesso Gary.
- Deve dei soldi a Vincent...- rispose Patrick guardando l'amica allontanarsi accanto all'uomo di mezza età con i capelli folti e brizzolati.
- O merda...-
- E' nei casini allora...- esclamarono Chanel e successivamente Gary.

Harvey conduceva un discorso più che animato con il professore.
- Ascolti, non è possibile che io sia stata bocciata all'esame di ammissione!- disse scuotendo la testa.
- Cox, c'è sempre il prossimo anno.- gli rispose rassegnato.
Harvey imprecò a bassa voce.
- Ha controllato lei i risultati del mio compito?- fece in maniera minacciosa Harvey.
- No, come di routine è stato il tuo professore.- rispose lui con calma.
- Lo sapevo che era colpa di quel bastardo.-
- Signor. Martinez lo sa anche lei che quell'uomo fa di tutto ogni anno per farmi bocciare, non le sembra strano?-
- Harvey...- disse lui in tono di rimprovero.
- Obbiettivamente professore, in matematica sono la migliore della mia classe, e nel primo trimestre ho preso tre F in dei compiti che ho finito nella metà del tempo a disposizione.- ribattè aggressiva la ragazza.
- Magari non sei stata particolarmente brillante...- gli suggeri il professore.
- Stronzate! Ho confrontato i risultati con Sandra Backer, che ha ottenuto il massimo in tutti e tre i compiti. E indovini...i risultati erano gli stessi.- concluse tagliente Harvey.
- Ti dico una cosa in confidenza Harvey: non devi sempre pensare che il mondo ce l'abbia con te, perché non è così.- disse lui guardandola con attenzione.
Harvey evidentemente stizzita stette in silenzio.
Le passò accanto Ashley Evans, e come al solito non mancò di sporgersi per ammirare ciò che madre natura le aveva donato.
Il signor Martinez scosse la testa.
- La matematica è rigore, è disciplina; non è colpa del signor Roberts se il tuo esame è fallito.- disse richiamando la sua attenzione.
- E' colpa delle ragazze che non ti fanno dormire la notte, dell'alcol e della droga. Metti la testa a posto Harvey e poi ne riparliamo.- aggiunse schiacciante l'uomo, che dopo averla osservata con rimproverò si allontanò verso la scuola.

Harvey Cox: capelli castani chiari, corti, dai strani riflessi rossi, sicuramente residui di precedenti tinture.
Occhi neri, tanto neri da potersi confondere con la pupilla.
Si stropicciò la faccia con evidente nervosismo, inghiotti la pillola di amara verità che aveva ricevuto e poi tornò su i suoi passi per raggiungere gl'amici.

Quando arrivò si sedette accanto a Patrick.
Il ragazzo si volto verso di lei e non sapendo che dirle le accennò un sorriso poco sentito.
Dopo pochi secondi suonò la campana della scuola, Patrick le diede una pacca sulla spalla e poi si avviò verso il portone dell'edificio.

Oh, yeah.
 
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view post Posted on 15/11/2009, 14:35Quote
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"dream as if you'll live forever,live as if you die today"

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 20/12/2009, 23:33


wao... mi piace il modo in cui descrivi i gesti dei tuoi personaggi, sono davvero reali... dove l'hai ambientato?? sparo io.. negli states?? visto che Harvey ha preso tre F... comunque aggiornaci che voglio sapere che ha combinato di preciso questa ragazzuola =P

C'è sempre qualcosa di ridicolo nei sentimenti di chi non si ama più. Oscar Wilde

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"Cede repugnanti; cedendo victor abibis."

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The clock strikes twelve and his soul goes to hell.

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 19/12/2009, 17:47


bello...mi piace...sn curiosa d come andà avanti adesso...

I LOVE Kate
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Gianna nel cuore
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view post Posted on 16/11/2009, 23:08Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 6/12/2009, 16:24


Ohh :) Grazie spero che aprezzerete il continuo too. :)

Cap.2

Si lasciò passare davanti agl'occhi l'autobus di ritorno senza senza far emergere sul suo volto alcuna emozione.
Vide il veicolo cigolante allontanarsi in direzione della zona industriale, che era situata in un distretto a pochi chilometri dalla periferia.
Harvey iniziò a camminare seguendo mentalmente il tragitto che ogni giorno faceva in autobus.
Si mise le mani dentro alle tasche dei jeans e vi frugo dentro alla ricerca di qualche spicciolo, ma l'atto fu vano.
Pensò che stava scadendo anche il secondo mese da quando aveva ricevuto i soldi da Vincent.
Questa volta gl'interessi sarebbero stati più alti, lo sapeva bene.
Sorrise da sola per smorzare quella preoccupazione che velocemente si stava imposessando di lei, dopodichè per allontanare quel senso di inquietudine si mise a contare le 174 finestre del palazzo che si ergeva alla sua destra per moltiplicarle con le 68 del palazzo che stava alla sua sinistra, continuò man mano a moltiplicare, a mente, i risultato con un nuovo numero di finestre.
Arrivò a metà strada che trovo difficolta nel moltiplicare due numeri troppo alti, che faceva fatica a ricordare.
Decise allora di lasciar perdere i numeri ed estrasse dalla felpa grigia un pacco di sigarette morbide lievemente raggrinzito.
Ne prese una e controllò attenta che non fosse spezzata, poi la porto alla bocca.
Ricordò di aver messo nella tasca sinistra della felpa l'acendino, lo prese e si accese la sigaretta che teneva tra le labbra.
Liberatoriamente aspirò il fumo della sigaretta, quando il suo momento di pace venne interrotto da una voce alle sue spalle.
- COX!-
Solo una persona la chiamava per cognome.
Harvey guardò in altò per frenare la paura che le stava attanagliando lo stomaco, poi si voltò con aria spavalda.
- Vincent, quanto tempo.- disse guardandolo avvicinarsi.
- E già, ma non per colpa mia! Il nostro appuntamento era circa due mesi fa, se non sbaglio.- la canzono Vincent girandogli intorno.
Harvey stette in silenzio, dimenticò di portare alla bocca la sigaretta precedentemente accesa, e lasciò dunque che il vento la fumasse per lei.
Ovviamente Vincent non andava mai in giro da solo, la banda dei suoi "amici" gli stava sempre dietro.
- Cox tu sai cosa succede a chi non paga?- la minacciò Vincent.
- No- mentì Harvey.
- Ma credo di averlo capito...- aggiunse, dopodichè iniziò a correre passando per l'unico varco che Vincent e il suo gruppo avevano erroneamente lasciato.
Non aveva mai vinto una gara di corsa neanche da piccola, ma sperò che quella volta finisse diversamente.
Vincent e i ragazzi partirono al suo inseguimento, e basti dire che in pochi minuti la raggiunsero e la accerchiarono.
Due ragazzi , uno dei quali , constato Harvey, era un suo amico alla scuola materna, la bloccarono dalle spalle.
Tentò, invano, di liberarsi più volte, quando le sue energie vennerò smorzate da un un pugno ben assestato alla bocca stomaco.
Le mancò il respirò a causa di un ulteriore pugno che non rimase solitario.
Quando i due ragazzi le lasciarono le spalle fu in grado di percepire solo la fulminea sensazione d'instabilità, poichè subito dopo senti abbattersi contro il suo zigomo sinistro le nocche della mano di qualcuno.
Cadde a terra all'impatto.
Non seppe capire su momento se fosse più dolorante lo zigomo che le era stato colpito da un pugno oppure la testa che aveva ricevuto il colpo al momento della caduta.
Harvey non era più tanto sicura di vederci bene, una sorta di nebbia velò i suoi occhi; sentì poi un vociare confuso tra i ragazzi che le stavano attorno, il quale si zitti improvvisamente quando senti un dolore lancinante al fianco.
Si risvegliò distesa sull'asfalto, esattamente nel posto in cui era svenuta.
Provò ad alzarsi ma il suo corpo dolorante glielo impedì, ricordandole gli eventi accaduti precedentemente.
Imprecò mentalmente, per poi volgere lo sguardo al cielo, che stranamente quel pomeriggio era sereno.
Stette lì straiata finchè non ne potè più di quel monotono cielo azzurro. Si impose con tutte le sue forze di alzarsi, e una volta che fu in piedi il peggio le sembro passato.
Camminava lentamente trascinando i piedi.
Il peso dello zaino che aveva distribuito su entrambe le spalle sembrava essersi moltiplicato.
Calcolò che a quella velocità avrebbe impiegato circa una decina di minuti per arrivare alla zona industriale e altri 10 per giungere a casa sua.
Prese il cellulare dallo zaino e digitò il numero di Gary che ricordava a memoria.
Squillò per pochi secondi.
- Harvey, che c'è? E saltato per stasera?- domando il ragazzo dall'altro capo del telefono.
- No no, e solo che ho avuto un problema. Non e che mi faresti un favore?!- domando la ragazza.
Gary sbuffò.
- Puoi passare a prendermi? Ti prego, sono nella merda.- lo supplico Harvey.
- Uffa! ok, dove sei?-
- Nella traversa opposta al negozio di dolci di Sammy e Harry.- disse lei sollevata.
- Sto arrivando.- la liquidò Gary che poi chiuse fulmineo la chiamata senza dare ad Harvey la possibilità di ringraziarlo.
Passarono circa una manciata di minuti dalla telefonata quando Gary arrivo al posto indicatogli da Harvey.
- Che cazzo hai fatto?!- le domando preoccupato Gary quando la vide.
- Inizia per V e il resto lo lascio alla tua fantasia!- rispose Harvey salendo sullo scooter e sedendosi dietro a Gary.
- Bastardi!- impreco lui facendo partire il motorino.
- Quanti erano?! - gli domando, ancora, a voce alta per farsi sentire.
- Non lo so, sai com'è non mi hanno dato il tempo di fare la conta!- gli rispose Harvey sarcastica.
Rimasero in silenzio per il resto del tragitto.
Harvey sentiva pulsare lo zigomo sinistro e aveva dolori da tutte le parti, ma tutto sommato si reputava fortunata, non era finita nel fiume almeno!
Gary fermò il motorino difronte a casa di Harvey.
Lei scese dallo scooter con fatica, dopodichè si fermò sospirando di fronte a Gary, il quale in segno di rimprovero scosse la testa.
- Non devi giocare con Vincent, lo sai.- le disse Gary.
- Sapevo anche di non dovergli chiedere soldi, ma...- rispose Harvey.
- Ma sei una Gran testa di cazzo.- la schernì Gary.
Lei lo guardo con un mezzo sorriso dolorante.
- Il lupo perde il pelo ma non il vizio!- disse la ragazza.
Lui scosse la testa e mise in moto il motorino.
- Passo a prenderti alle 8 e mezzo, fatti trovare qui.- disse, e dopodichè partì.
Si diresse verso il suo portone, lo trovò aperto e con entusismo dedusse che non avrebbe dovuto cercare le chiavi nella borsa.

Oh, yeah.
 
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3 replies since 2/11/2009, 12:22
 
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